I suoi occhiali sono specchiati e riflettono un mare di bambini vestiti di lycra che si radunano alla partenza intorno a lei. Distrattamente si sistema gli occhiali sul viso assicurandoli saldamente sotto il casco rosa. Per un attimo si morde i lati delle labbra e si guarda attorno. Sta aspettando di iscriversi – di portare la sua bici rosa caramello al controllo e prepararsi per la partenza. E’ la prima tappa dell’European Junior Cycling Tour ad Assen, Olanda, e la giovane bimba di nove anni Ruby Isaac si sta per lanciare nella prova a cronometro.

3 Giorni Prima

"Mi piace la mia bici rosa. Si abbina alla mia cameretta”, dice sorridendo. Si guarda intorno ed aggiunge: "Ed alla mia TV e alle mie lenzuola". La camera da letto di Ruby Isaac è rosa. Maniacalmente rosa. Siamo totalmente avvolti dal rosa, è il paradiso per Ruby perché è il suo colore preferito al mondo.

Ruby sale la scala per sedersi sul suo letto e inizia un tour, chiamando tutti i suoi tesori e svolazzando da un ricordo all’altro come un colibrì dalla coda di cavallo. Vengono presentati animali di peluche, giocattoli e bambole. Il personaggio del suo libro preferito, Horrid Henry, è descritto al minimo dettaglio. Mentre parla, si sposta da un piede all'altro per l'eccitazione, ed è tutto normalissimo per una cameretta di una ragazzina di nove anni fino a quando non si arriva ai cimeli del ciclismo.

Subito all’entrata della sua cameretta è appesa la gigantografia di uno dei suoi idoli del ciclismo inglese, Laura Kenny; ci sono trofei e medaglie delle gare di Ruby disposte sul davanzale della finestra; e poi ci sono le sue maglie “speciali”. C’è il kit del Campionato nazionale del Lussemburgo datole da Christine Majerus della Boels-Dolmans (Christine è stata una delle sue prime interviste come Reporter di gara al Tour di California nel 2017.) E poi una donatale da Helen Wyman. Si sdraia. "Era una small da donna, ma troppo grande. Una signora me l’ha ritoccata per adattarla a me." dice.

"Come ti senti quando la indossi?"

"Mi fa sentire, come se fossi veramente veloce" dice sorridendo timidamente.

Spiando qualcosa attorno alla stanza, Ruby scende dal letto per indicare l’elefante con i colori dell’arcobaleno: la maglia del Campione del Mondo di Peter Sagan. L’afferra e la tiene in fronte a sé come se stesse modellando un vestito. E’ così lunga fino che le arriva alle ginocchia.

"Peter l’ha autografata qui." Dice indicando lo scarabocchio di Sagan sul bianco. “E poi in fondo ha scritto “A Ruby” e questo è veramente carino.” La tiene un po’ fra le braccia per guardarsela, la stende bene e la riappende.

"La tengo qui," aggiunge, "Così me la guardo tutti i giorni.”

Vogliamo che i nostri figli abbiano degli eroi e Ruby ne ha incontrati molti come Reporter di gara al Tour di California. Parlando di questa esperienza, dice: "Le ragazze mi fanno sentire davvero felice di poter essere come loro [un giorno]". Ruby ha anche incontrato Peter Sagan al Tour di California - "Ci siamo scambiati i cappelli", ha esclamato.

"Ho chiesto se è OK se io gliene mando una [la maglia] quando sarò campione del mondo", dice. "Ed ha risposto tipo, sì, certo. Quindi ora devo diventare una Campionessa del Mondo e spedirgliene una!"

Ci piace che le nostre ragazze sognino in grande. Ruby – brucia le tappe.

Si avvicina al tavolo e si sporge per firmare la lista ufficiale di partenza ad Assen. Alza lo sguardo verso l'uomo con l'accento, poi verso il punto in cui sta indicando che deve firmare il suo nome. Un piede punta il tallone dell'altro mentre si sporge sul foglio di carta. Lei firma. Un uomo prende la sua bicicletta e lei cammina accanto a lui mentre corre verso il controllo della bici. Sta guardando in alto in attesa di ulteriori istruzioni da parte dell'adulto. C'è l'imbarazzo di una lingua non sua, poi un'infarinatura di inglese per dirigerla dove deve andare. Afferra la sua bici e si unisce alla coda che porta allo scivolo d'inizio sopraelevato per la cronometro.

Non ha mai calpestato una rampa di partenza in vita sua ed è preoccupata di cadere mentre si lascia andare, ma non lo da a vedere. Nick, suo padre, conferma che lei è un po’ 'incerta a riguardo. Ma Ruby Isaac ha un semplice codice: devi solo provare. Davvero difficile. E tu continui a provare.

Devo continuare ad andare. Anche se sono stanca, devo continuare a spingere.

Ruby Isaac si inginocchia sul pavimento della sua camera da letto e prende la borsa che porterà in Olanda. E’ preparata per sei giorni di gare, il massimo che abbia mai fatto in gara in una settimana. La borsa è piena di completi, il suo casco, i cappellini e molte paia di occhiali neanche debba aprire un pop-up store. Prendendo i suoi auricolari, cerca di ricordare il titolo della sua canzone preferita per caricarsi prima di dire che dovrebbe chiamarsi "Raw Stamina" o qualcosa del genere.

"Mi piace ascoltare 'Stamina,' perchè quando la ascolto, ti dice quanto sei grande e che sei resistente. Tutte le canzoni qui sono canzoni per prepararmi alle gare. […] Le porto in Olanda così le ascolto con l’iPod in camera."

C'è una battuta nella canzone (che scopriamo sia in realtà intitolata "Greatest" di Sia), che dice di non arrendersi. Chiediamo a Ruby cosa pensa che significhi non arrendersi. Si ferma e pensa mentre sistema la sua borsa pronta per il viaggio..

"Dice che ..., se in una gara sei vicino all’ultima posizione," dice "Non devi arrenderti e devi dirti di non farlo" Punterai alla vittoria la prossima gara se puoi. Quindi non mollare. Chiude la borsa. E’ pronta ad andare. .

Ogni 30 secondi, Ruby si avvicina un po’ alla linea. Il suo nome ora compare sul display digitale. Di fronte e dietro a lei ci sono altri bambini che aspettano nervosamente il loro turno. La gamma di taglie di questi bambini è estremamente ampia, Ruby è una dei più piccoli. Ma la sua misura non sembra influenzare affatto la sua tenacia. Proprio come Han Solo, pensiamo che tu non debba mai dirle che è diversa. Quando hai fegato, a che sere sentirsi diversi? Questo è solo qualcosa che usano come scusa le persone che dubitano di loro stesse

"Com'è essere piccoli?" le avevamo chiesto, pochi giorni prima.

"Mi piace", ha detto. "Puoi stare in piccoli posti."

Quando sono in una gara - quando faccio uno sprint - ho una faccia inferocita.

"Ah sì? Mostraci la tua faccia inferocita Ruby."

Stringe i denti. Strizza il naso e fissa gli occhi in uno sguardo duro. "Questa è la faccia che ho quando vado veramente forte," dice accennando un ringhio.

Abbiamo tutti una faccia inferocita—alcuni di noi però l’hanno già messa via. Ma dopo dieci minuti con questa bimba ti senti come se si spalancasse la porta della soffitta togliendo la polvere dalla tua "Girl Power!". Il suo atteggiamento è contagioso. Ruby sa che mostrando la sua faccia inferocita riesce ad aumentare la fiducia in sè stessa che significa più velocità, determinazione e coraggio. E’ come un’arma segreta—una carta vincente che può lanciare sul tavolo della gara per vincere la mano. E la vittoria può essere un vero traguardo, un arrivo, oppure entrambe.

"Alla mia prima gara," dice, "Ero sulla mia piccola bici, arancione, e me lo ricordo [il percorso] era come un piccolo cerchio con una collinetta dove dovevi salire.. Mi ricordo che arrivai ultima. Ho dato il massimo e stavo piangendo. Ma è stato fantastico chiudere quella gara, vero?

E’ il genere di storia che vorresti sempre sentire – lei è orgogliosa di sè e tu di lei - Ma poi è andata meglio. “Ci ritornai l’anno dopo e la vinsi.”

Alcuni li chiamano sogni. Alcuni lo chiamano destino. Ma per Ruby si tratta solo di partecipare, ricevere un via e credere in sé stessa. Certo, sogna di andare alle Olimpiadi un giorno, ma è solo una possibilità futura per ora. Si tratta di provare cose nuove e vedere se le piacciono; avere degli eroi e credere in loro; e soprattutto dare il meglio di te.

"Mi piace pedalare perchè è divertente. […] Non si tratta solo di gareggiare—anche se vuoi gareggiare, non è solo per quello. E’ solo per divertirti. Per questo mi piace—perchè ti diverti."

Il momento è arrivato. Ruby è sullo scivolo della partenza della cronometro dell’ European Junior Cycling Tour. Le mani sul manubrio, i pedali mentre il funzionario le tiene la sella per la preparazione. Per lasciarla andare. Per volare. Per spingere forte fino al limite. Possiamo vedere un accenno della sua smorfia quando l’orologio inizia il count down. Una mano compare di fronte a lei – cinque dita che contano gli ultimi secondi.

Cinque.

Quattro.

Tre.

Due.

All’uno, il dito singolo la invita ad andare e Ruby Isaac scivola dalla rampa e va. Una ragazza tosta sta diventando una fortissima donna tosta.

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