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YONDER JOURNAL: AUSTRALIA

Lachlan Morton e i ragazzi del Yonder Journal viaggiano da Sydney a Melbourne in sella alle loro Diverge, per un’avventura ‘vecchio stile’.

Nel 2015 il team Yonder Journal ha passato il tempo a combattere contro gli elementi piuttosto di inserirsi negli ambienti in cui si trovava, con missioni di salvataggio, attraversamento di fiordi, spray contro gli orsi e chi più ne ha, più ne metta. Insomma per loro la normalità era vivere una dimensione parallela del ciclismo. Il loro destino dipendeva dalla natura che li circondava e, anche se l’avventura era quello che cercavano e trovavano, era giunto il momento di un meritato break: così nacque la Vacanza Australiana Normale.

Il Yonder Journal Team, insieme a Lachlan Morton e Kevin Franks sono partiti in sella alle loro Diverge per andare da Sydney a Melbourne, un viaggio in bici ‘vecchio stile’. Piuttosto che prendere la strada ‘normale’, la Prince’s Highway, hanno optato per una rotta attraverso le montagne, con strade di tutti i tipi, zone turistiche e non, con pasti consumati nei self service lungo la strada oppure in piccoli bar nascosti nelle zone boscose, o in un parco acquatico. Un’avventura senza aiuti esterni dove il pericolo maggiore era forse non avere la crema solare e non il distacco di una valanga.

AUSTRALIA

LA VACANZA AUTRALIANA "NORMCORE"

L’Australia, isola e continente a sud dell’Equatore, rappresenta un’anomalia in termini di geografia, evoluzione e cultura. Si generalizza molto su questo posto, anche in modo esagerato. Chi non è ben informato, potrà aspettarsi forse un paese pieno di marsupiali, insetti velenosi e serpenti mortali; un’isola gigantesca asserragliata da coccodrilli d’acqua salata e grandi squali bianchi; una popolazione che pratica giochi con la palla con regole e rituali poco comprensibili. C’è chi pensa che la birra Fosters si trovi in qualsiasi negozio e che la gente del posto alla sera non si dedichi ad altro che ai barbecue. Non siamo immuni ai luoghi comuni e la nostra testa ne era piena mentre ci preparavamo per la nostra Vacanza Australiana Normcore.

Cosa significa una ‘vacanza normale’ in bici? Be’, avevamo speso tutto il 2015 a pedalare con bici cariche in ambienti ostili. Dove andavamo nevicava, l’aria era rarefatta, gli animali minacciosi e in linea di massima dovevamo risolvere da soli qualsiasi problema. Sono stati viaggi fantastici, ma vivere un’avventura non significa necessariamente mettersi in situazioni di pericolo, anche se il rischio a volte può far parte del gioco. In fondo, un’avventura porta ad esperienze memorabili. Ci eravamo ritrovati in situazioni sfortunate anche se spettacolari, quindi ora era giunto il momento per un’avventura più accessibile e meno rischiosa. Qualcosa di più normale, anche se sufficientemente impegnativa per poter lasciare il segno. Da qui la definizione della parola "Normcore".

Alla fine del 2015 ci siamo resi conto che ci sarebbe piaciuto fare un viaggio che mettesse in risalto la Diverge, una tipologia di bici della gamma ‘Avventura’ di Specialized. Quindi abbiamo pensato ‘Come sarebbe stata un’avventura con la Diverge?’. La nostra idea è stata la Vacanza Australiana Normcore. La Diverge è veloce quasi come una bici da corsa, ma sufficientemente confortevole per poter pedalare intere giornate. E’ una bici che può affrontare sia le strade bianche che i trail compatti, è resistente e può essere equipaggiata con i portapacchi per le borse. Abbiamo deciso di pedalare da Sydney a Melbourne, due città favolose dove nel mezzo si estende la catena dei Monti Nevosi. La nostra ricerca ha evidenziato che la maggior parte dei ciclisti, per coprire questo tratto, percorrevano la Princes’ Highway lungo la costa. Non abbiamo nulla contro le spiagge, certamente è emozionante vedere l’alba sul mare o i delfini che saltano fuori dall’acqua. Però la Princes’ Highway è anche umida, pianeggiante e piena di camion che ti sorpassano rischiando di farti finire fuori strada. Noi eravamo alla ricerca di strade tranquille, piccole città, l’esperienza sulle montagne Australiane e un po’ di sole. Abbiamo così tracciato una rotta più o meno diagonale attraverso la zona sud-est del paese.

Il nostro obiettivo non era trasformare l’avventura in una gara tipo RAAM attraverso il regno di Oz. E non si trattava solo di pedalare; volevamo visitare i luoghi ed assorbire un po’ di folklore locale. Volevamo fare surf, vedere i canguri, pranzare con i koala, visitare un parco acquatico, mangiare i famosi pasticci di carne e durante un lento e caldo pomeriggio bere una birra fresca con la gente del posto. Un po’ stile National Lampoon’s Vacation (film delle avventure della famiglia Griswold, da Chicago al parco divertimenti di Walley World in California ndr), solo che al posto della giardinetta avevamo le bici. Oltre alle mete turistiche menzionate, volevamo pedalare sui sentieri tagliafuoco, sulle strade bianche e su strade locali. Solo occasionalmente avremmo preso le strade di normale scorrimento. Volevamo essere del tutto autosufficienti, portandoci tutto il necessario e qualche soldo, dormendo nei motel o nei rifugi che avremmo trovato lungo la strada. Avremmo mangiato nelle osterie e nei bar e in assenza di questi ci saremmo riempiti le tasche di cibo per sfamarci. Sapevamo che non volevamo soffrire il freddo – avevamo già fatto il pieno nel 2015 – quindi abbiamo tracciato una rotta che prevedeva t-shirt e crema solare piuttosto che indumenti in lana merino.

Due persone fantastiche – Lachlan Morton e Kevin Franks – si sono aggiunte a noi per questo viaggio. Lachlan è un corridore professionista e ci avrebbe dato del filo da torcere cercando di stare al suo passo, ma serviva anche come ‘collegamento culturale’; ci poteva istruire sulle sottigliezze della vita degli "Aussi", come per esempio saper scommettere sulla corsa dei levrieri, o su cosa succede durante una partita di cricket. Kevin, vive a Santa Cruz e si occupa del settore Avventura in Specialized. E’ il nostro ‘benefattore’/consigliere con il fisico di un surfista ventiquattrenne che riesce a macinare chilometri come nessuno, ideatore di meme (cioè un contenuto che per una sua particolare efficacia diventa “virale” su internet, e subisce variazioni, parodie e rielaborazioni), #2EZ.

Ovviamente, l’avventura si è rivelata più impegnativa di quanto ci aspettavamo. Le giornate erano lunghe; e nessuno ci aveva detto che questa parte dell’Australia non è esattamente piatta. Avevamo messo in conto l’enorme distesa bruciata intermedia, ma ci aspettava ben altro. La nostra strada si dimenava e si contorceva come un’anaconda in fuga, ondulando sotto le nostre ruote. E il bel tempo che ci aspettavamo? Sempre e solo sole! Molto diverso rispetto alle nostre avventure in stile Death Reckoning, piene di neve. Siamo stati sorpresi da un’ondata di caldo tropicale con temperature oltre i 40 gradi in grado di far fondere l’asfalto sotto le nostre gomme.

Comunque la nostra avventura australiana è stata più che qualche mancato colpo di calore; la nostra esperienza è stata onnicomprensiva e non solo un susseguirsi di casi di disidratazione. Parlo di incontri con pasticci di carne, festaioli, giocatori di biliardo, gang di biker e tavole da surf. Parlo di quanto un corridore professionista possa portare ‘vita’ nel pub del paesino rurale di Bowral, chiedendo di ascoltare Hotline Bling di Drake. Parlo della classifica delle specialità della casa dei pub nell’Outback. Di come ci si sente nei rifugi infestati di fantasmi nei Monti Nevosi, e visto che ce lo chiedevamo, abbiamo pernottato lì. Se vuoi conoscere i dettagli degli 8 giorni attraverso i paesaggi australiani, e siamo sicuri che tu lo voglia, visita Yonder Journal.