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YONDER JOURNAL: GLI APPALACHI, Virginia

Pizze enormi, spiriti notturni, galleggianti sul fiume - sono questi gli ingredienti dell'avventura Yonder Journal nei Monti Appalachi dello stato di Virginia, USA.

DEAD RECKONING

BLACKSBURG, VIRGINIA

Blacksburg era l'ultima tappa del nostro viaggio. Eravamo passato per le valli dello stato del Vermont, sul gravel dei sentieri nascosti intorno a State College in Pennsylvania, ci eravamo divertiti tantissimo a pedalare, ma non avevamo nuotato, non avevamo affrontato dei bei trail, non avevamo poltrito nell'accampamento e non avevamo messo alla prova la nostra abilità. Fino a questo momento, il nostro obiettivo di andare, pedalare e arrivare. No, non a testa in giù a pestare sui pedali, ma non sottovalutate il bike packing: bisogna preparare la colazione, smontare l'accampamento, pedalare dai 60 ai 100 chilometri, rimontare le tende, cucinare e mangiare per poi andare a dormire, per non menzionare le numerose fermate o piccoli contrattempi inevitabili durante il viaggio. Se fossi in noi - sette esseri umani dall'immaginazione fertile e dal temperamento eccitabile - sai che tutto questo ti impegna per tutta la giornata.

Quindi mentre programmavamo la prossima avventura, alloggiati al Comfort Inn di Blacksburg nel bel mezzo di una convention di costruttori di tetti - era pieno di operai bruciati dal sole - abbiamo deciso che avremmo fatto una 'Hub & Spoke'. Un termine forse mai applicato al bike packing, ma non importa, copre perfettamente lo stile che avremmo adottato, nel senso che montavamo l'accampamento una sola volta.

Abbiamo caricato le nostre nuove Sequoia e siamo usciti dalla città. Ci siamo fermati al super? Ovviamente sì. Abbiamo comperato vino, birra e patatine? Ovviamente sì. Eravamo a soli 20 chilometri dal luogo dell'accampamento? Abbiamo percorso i trails locali per raggiungerlo? Abbiamo attraversato pozzanghere, guadato fiumi e aspettato che spiovesse sotto e fronde degli alberi? Si, si ,si e sì. E con un colpo di fortuna, quando siamo arrivato a destino, il cielo si è schiarito. L'accampamento era una radura, un gioiellino nascosto con due tavoli da picnic, una buca per il fuoco, accesso all'acqua, un grande prato, e persino un bagno molto pulito. Amici miei, questo è proprio il punto perfetto per un'avventura Hub & Spoke, con le giuste comodità. Persino Benedict era contento.

Il giorno dopo abbiamo fatto 8 chilometri fino a New River Junction, dove abbiamo noleggiato delle grosse camere d'aria per galleggiare sul New River. L'acqua era fresca, bella, e galleggiare guardando la gente è stato divertente. Ovviamente abbiamo anche fatto una piccola rapida verso la fine - siamo professionisti dell'avventura o no? Mentre eravamo sulla navetta di ritorno abbiamo deciso che, visto che sul posto non si trovavano i corn dogs (hot dog ricoperto di semolino di mais e fritto, servito su uno spiedino), dovevamo assolutamente ordinare le pizze. La nostra ricerca ci ha insegnato che l'unico modo per fare arrivare una pizza a New River Junction era ordinarla e farla ritirare da un tassista Uber. Data l'ideologia dietro al Hub & Spoke, sapevamo che questo era il modo giusto per organizzarci. Sapevamo che le pizze di Benny erano della circonferenza di una piscinetta gonfiabile? No, non lo sapevamo e evidentemente eravamo gli unici a non saperlo, perché quando il nostro corriere è arrivato da Benny e si è trovato di fronte ad una pila di tre piscinette che traboccavano farina, acqua dei pomodori e della mozzarella, ci è stato detto "Tutti conoscono la misura delle nostre pizze". Ora, considerando la portata dei lettori del nostro sito, tutti lo sanno per davvero. Abbiamo fatto del nostro meglio per mangiarle, condividendole con il personale che ci aveva affittato i galleggianti ed altri avventori, e poi abbiamo portato gli avanzi all'accampamento sul Pizza Rack della bici. (Sono felice di poter dire che il portapacchi Pizza Rack ha fatto onore al suo nome.) Sulla via del ritorno, Daniel è stato apostrofato da alcuni abitanti locali perché intendeva fotografare le casette dei cani, ma a parte questo piccolo incidente di percorso, la nostra giornata era estremamente piacevole. In serata abbiamo percorso i trail per le mountainbike con le nostre bici gravel, e ne abbiamo goduto ogni momento. Più tardi all'accampamento, siamo stati raggiunti da una persona del luogo, di nome Kate, che ci ha trovati su Instagram, e anche dopo averci conosciuti tutti, ha ugualmente deciso di rimanere. Un segno positivo, decisamente.

La mattina dopo, Kate è partita, doveva andare a casa presto perché era la festa del papà, e Daniel ci ha raccontato del corridore misterioso che aveva avvistato nel bel mezzo della notte, mentre questi correva attraverso l'accampamento con un pastore australiano. Speravamo che sia Kate, che lo spirito notturno fossero arrivati a casa sani e salvi. Dopo la colazione, e dopo aver caricato, con molta calma, tutta l'attrezzatura, ci siamo di nuovo avventurati sui trails con l'obiettivo di tornare verso Blacksburg. Il giorno prima avevamo notato dei salti da fare, e quale momento migliore per affrontarli se non con le gravel bikes completamente caricate? Dopo un paio di salti riusciti bene, ho sopravalutato le mie capacità e sono riuscito a procurarmi un buco nel gomito. Il sangue scorreva copioso, il mio orgoglio era ferito, ma nulla di importante era stato danneggiato. Con un po' di aiuto da parte dei magnifici sette, un kit di pronto soccorso e una bottiglietta di acqua minerale, ero di nuovo in sella. Per fortuna, la ferita si trovava in una parte del corpo poco fornita di terminazioni nervose, perché solo delle leggere pulsazioni di dolore hanno accompagnato la parte finale del nostro viaggio, una pista nera che alcuni di noi hanno scelto, impressionando i bikers locali con le loro bici dalle grande escursioni mentre li sorpassavamo con le nostre bici cariche di sacchi a pelo, tende e quant'altro.

La bicicletta è una macchina fantastica, capace di portarti lontano con l'unico limite della tua resistenza. Ma non si tratta solo di raggiungere il limite, la sua bellezza è la funzionalità, non importa se fai 10 chilometro o 100, in luoghi remoti o nel tuo quartiere, la biciclette ti apre gli occhi alla possibilità di vivere nuove esperienze e per quanto ci riguarda, è la cosa migliore che ci possa essere.